vitamina c

Vitamina C naturale

La Vitamina C è una vitamina essenziale per l’uomo perché deve essere necessariamente introdotta dall’esterno in quanto l’organismo umano non è in grado di produrla da sé.

Infatti, a differenza della maggior parte delle specie animali che hanno la capacità di sintetizzare la Vitamina C nei tessuti; l’uomo non ha questa possibilità e deve perciò ricavarne regolarmente una quantità sufficiente dalla dieta. E’ stato però constatato che spesso, anche con una dieta equilibrata ricca in frutta e verdura, pur evitando lo scorbuto, non si raggiunge quell’optimum che è necessario per una perfetta salute. La ragione di ciò sta nel fatto che il contenuto di Vitamina C negli alimenti naturali è molto variabile, a seconda:

  • della quantità del suolo dove la pianta è cresciuta;
  • del tempo in cui è avvenuta la raccolta.

Inoltre la Vitamina C è estremamente deteriorabile: sono causa di rapida distruzione, l’avvizzimento di frutta e verdura, il loro trituramento e schiacciamento, la cottura (da evitare particolarmente ogni cottura prolungata), la conservazione in magazzino.

Tra tutte le vitamine, la Vitamina C è quella che senza confronto ha il più vasto campo d’azione sull’organismo umano. Le possibilità di agire nell’organismo come catalizzatore dell’attività biologica cellulare e come stimolo degli scambi nutritivi dei tessuti fanno della Vitamina C una delle poche sostanze naturali in grado di esercitare sia un’azione profilattica nei riguardi delle infezioni batteriche, sia una spiccata attività disintossicante. Questo spiega perché il medico consigli Vitamina C a dosi urto ogni volta che voglia mettere l’organismo in grado di reagire validamente contro molti disturbi e di riparare nei tessuti le alterazioni biologiche provocate dai diversi agenti patogeni. Nella terapia moderna la Vitamina C può essere somministrata a dosi altissime (centinaia di milligrammi) trovando applicazioni praticamente illimitate.

Una grave carenza di Vitamina C conosciuta come “scorbuto”, si caratterizza per:

  •  la comparsa di gengive sanguinanti;
  • la perdita dei denti e dei capelli;
  • la rallentata cicatrizzazione delle ferite;
  • estese ecchimosi;
  • fragilità ed emorragie dei capillari;
  • dolore alle articolazioni;
  • debolezza muscolare.

Questi effetti sembrano essere legati all’indebolimento dei vasi sanguigni, del tessuto connettivo e delle ossa, i quali contengono collagene.

Le principali funzioni della Vitamina C sono:

  1. la sintesi del collagene, componente strutturale della pelle e annessi cutanei, dei tendini, delle cartilagini , delle ossa e dei vasi sanguigni;
  2. l’azione antiossidante;
  3. l’azione immunostimolante;
  4. l’azione di sostegno nell’assorbimento ed utilizzo di altri nutrienti (ad esempio contribuisce all’assorbimento del Ferro a livello intestinale e promuove il deposito del minerale a livello delle cellule);
  5. promuovere la produzione degli ormoni antistress;
  6. accelerare la cicatrizzazione delle ferite;
  7. ridurre gli effetti di numerosi allergeni;
  8. il contrasto di alcune patologie degenerative (ad esempio la cataratta).

Il fumo e il monossido di carbonio distrugge la Vitamina C, quindi che fuma e vive in aree inquinate ne presenta un fabbisogno maggiore.

Le fonti alimentari migliori di Vitamina C naturale sono la frutta e la verdura, che, quando possibile, devono essere consumate fresche o crude. Gli alimenti che ne sono più ricchi sono: agrumi, kiwi, prezzemolo, broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, ortaggi a foglia verde, peperoni.

L’RDA (Recommended Daily Allowance, cioè Dose Giornaliera Raccomandata), che indica la quantità di Vitamine e Minerali, che una persona adulta, in buono stato di salute, dovrebbe assumere tutti i giorni per soddisfare il proprio fabbisogno minimo giornaliero, è stata sostituita dall’NRV (Nutrient Reference Values, Valori Nutritivi di Riferimento). L’NRV consigliato di Vitamina C è di 80 mg al giorno. Ciò nonostante, l’apporto massimo giornaliero ammesso negli integratori alimentari è di 1000 mg.

La Vitamina C allo stato naturale esplica un’attività biologica maggiore rispetto alla Vitamina C sintetica; ciò è dovuto alla presenza nei frutti (ad esempio Acerola, Goji ecc…) di altre sostanze metaboliche che ne potenziano e completano l’azione. E’ facile comprendere perciò come sia vivo l’interesse dei medici e dei consumatori verso le fonti naturali di Vitamina C. Di seguto le alcune fonti di Vitamina C naturali:

  • Acerola;
  • Rosa Canina;
  • Camu Camu;
  • Goji.

ACEROLA

L’Acerola (Malpighia punicifolia L.), chiamata anche Ciliegia delle Antille per il suo aspetto che ricorda la tipica forma rotonda delle ciliegia, è un piccolo frutto selvatico rosso e lucente originario dell’isola di Portorico. Dal frutto di quest’alberello indigeno, che raggiunge il massimo tasso di Vitamina C quando non è ancora completamente maturo, si estrae un succo capace di raggiungere un contenuto di Vitamina C 80 volte superiore a quello dell’arancio.

ROSA CANINA

La Rosa canina è un arbusto appartenente alle specie della Rosa selvatica comune nelle nostre campagne e montagne. I suoi frutti, (in realtà falsi frutti), sono particolarmente ricchi di Vitamina C e, una volta privati dei peli interni, vengono impiegati nella preparazione di tisane, marmellate e prodotti fitoterapici.

Oltre ad ingenti quantità di vitamina C, circa venti volte più concentrata rispetto a quella contenuta negli agrumi, la Rosa canina contiene anche altre sostanze benefiche ed utili per l’organismo umano ed animale. Tra queste: pectine e tannini, carotenoidi, flavonoidi ed antociani, oltre che acidi grassi essenziali e vitamina B.

CAMU CAMU

Il Camu Camu (Myrciaria  (KUNTH) McVAUGH) è il frutto di un arbusto che cresce nei percorsi dei fiumi, nelle zone pianeggianti e inondabili dell’Amazzonia peruviana, dove viene chiamata “pillola di Madre Natura”, perché contiene una media di 50-60 volte in più di Vitamina C di quella presente nelle arance. E’ possibile consumarlo sotto forma di succo, polvere o estratto secco in compresse.

GOJI

Le bacche di Goji  sono i frutti di un arbusto spontaneo di origine tibetana, appartenente alla famiglia delle Solanaceae, il Lycium barbarum, da non confondere con il Lycium chinense, originario della Cina, più economico ma dal valore nutrizionale e dalle proprietà decisamente inferiori.

Le bacche di Goji, sono piccoli frutti rossi e vantano diversi pregi nutrizionali e fitoterapici. Sono ricchi di acidi grassi polinsaturi, vitamina A, vitamina E, vitamina C, vitamine del gruppo B, calcio, ferro, potassio, zinco e selenio. Vengono tradizionalmente impiegate per la loro azione antiossidante sull’organismo.

Il dosaggio tradizionalmente consigliato è di 6-15 grammi del frutto essiccato, mangiato così come tale, sotto forma di decotto, tintura o estratto vinoso, da suddividere in 2-3 assunzioni durante l’arco della giornata. E’ rimedio utile come antiossidante generale per prevenire e coadiuvare il trattamento di patologie degenerative, contrastando l’invecchiamento cellulare, specialmente a carico del sistema nervoso, per coadiuvare trattamenti ipoglicemizzanti e anti-ipertensivi. L’azione immunomodulante è significativa e il suo uso può essere consigliato in tutti i soggetti deboli, debilitati e astenici. Inoltre nell’ambito di patologie autoimmunitarie contribuisce a migliorare lo stato della malattia. Aiuta a migliorare la vista e la capacità di adattamento al buio grazie al contenuto di carotene.

I contenuti presenti su questo sito non vanno intesi come sostitutivi del parere del medico. I prodotti presentati nel sito non sono medicinali ma rimedi tradizionali che contribuiscono al mantenimento del benessere psicofisico.

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