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Gravidanza cosa non mangiare

L’impiego delle erbe in gravidanza è un tema molto vicino all’interesse delle future mamme, che si rivolgono sempre più spesso ai rimedi naturali per affrontare nel migliore dei modi questo particolare periodo della loro vita. In generale i rimedi naturali sono cure delicate e adatte ai problemi che si verificano, sebbene ce ne siano alcune da evitare.

Le conoscenze relative al meccanismo d’azione del fitocomplesso di una pianta o di un suo estratto sono generalmente molto scarse e questa è una problematica che assume particolare rilevanza per le donne in stato di gravidanza. Si conoscono ancora poco gli effetti e le attività farmacologiche che le sostanze vegetali hanno sull’embrione ed è per questa assenza di studi clinici che l’assunzione di preparati a base di erbe e piante officinali deve sempre essere supervisionata dal fitoterapeuta esperto e dal medico. In questa situazione di grande incertezza durante i primi tre mesi di gravidanza si sconsiglia di iniziare nuovi trattamenti o cure farmaceutiche/fitoterapiche senza consultare prima il medico.

All’estremo opposto, si trovano talvolta descritti interminabili e sterili elenchi di piante sospettate di tossicità, ma senza alcun fondamento: anche la stessa tisana di Camomilla è stata accusata, senza alcuna evidenza di essere abortiva. Per esempio, se è vero che l’anetolo, presente nell’olio essenziale dei semi di Finocchio, può presentare dei rischi di tossicità in gravidanza, non per questo il Finocchio, che ne contiene una frazione infinitesimale, diventa una pianta da evitare in cucina o sotto forma di infuso.

Gravidanza cosa non mangiare?

Durante la gravidanza ci sono alcune erbe che non dovrebbero essere assunte. Queste includono:

  • Achillea;
  • Aloe;
  • Angelica;
  • Arancio amaro;
  • Assenzio;
  • Artemisia;
  • Calamo aromatico;
  • Cannella;
  • Cardiaca;
  • Cascara;
  • Chenopodio;
  • China;
  • Cumino nero;
  • Echinacea;
  • Efedra;
  • Frangula;
  • Garofano chiodi;
  • Ginepro;
  • Ginkgo biloba;
  • Ginseng;
  • Iperico;
  • Issopo;
  • Menta;
  • Mirtillo rosso;
  • Noce moscata;
  • Prezzemolo;
  • Propoli;
  • Rabarbaro;
  • Riso rosso fermentato;
  • Ruta;
  • Salvia;
  • Senna;
  • Serenoa.

SINTOMI DELLA GRAVIDANZA

Durante la gravidanza, attraverso la fitoterapia e la supervisione del medico si possono affrontare una serie di disturbi tipici di questo periodo in modo naturale.

Nausea —> Zenzero, Altea

Stitichezza —> semi di Lino, Psillio, Malva 

Acidità di stomaco —> Camomilla, Altea, Malva

Ipertensione —> Biancospino, Tiglio

Ansia e difficoltà a riposare —>  Camomilla, Tiglio, Melissa

Diarrea —> fermenti lattici e estratto/succo di Mirtillo nero

Crampi alle gambe, stanchezza, irritabilità —> durante la gravidanza spesso si manifestano sintomi da carenza di magnesio (preferire il Magnesio citrato)

Disturbi circolatori e vene varicose —> per uso interno estratto o succo di Mirtillo nero, per uso esterno su gambe gonfie e/o emorroidi crema a base di Calendula, Vite rossa, Amamelide, Rusco, olio essenziale di Cipresso.

Secchezza della pelle e perdita di elasticità —> durante la gravidanza utilizzare già dalle prime settimane l’olio di Mandorle dolci per mantenere la pelle del corpo ed in particolare dell’addome e del seno elastica, per evitare la comparsa di smagliature.

PREPARAZIONE AL PARTO

Risale alla tradizione popolare l’utilizzo delle foglie di Lampone durante l’ultima settimana di gravidanza per la preparazione al parto. Le foglie di Lampone contengono una sostanza, la fragarina, che induce il rilassamento del miometrio, alleviando le doglie del parto.

ALLATTAMENTO

Non tutte le mamme possono allattare facilmente. Massaggiare il petto (sfregando i seni dolcemente con piccole rotazioni a destra verso il collo e intorno al fianco sotto le braccia) aiuterà a prevenire qualunque congestione. I rimedi naturali che possono venire in aiuto sono:

  • Infuso di Finocchio, Anice verde, Luppolo, Galega e Verbena aiutano il flusso del latte (aumento della montata lattea) e riducono le coliche del neonato.
  • Impacchi freschi con fiori di Calendula e/o Iperico (in alternativa usare oleolito di Calendula/Iperico) danno sollievo a capezzoli infiammati.

I contenuti presenti su questo sito non vanno intesi come sostitutivi del parere del medico. I prodotti presentati nel sito non sono medicinali ma rimedi tradizionali che contribuiscono al mantenimento del benessere psicofisico.

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