apparato respiratorio

Apparato respiratorio e le erbe

L’apparato respiratorio non si limita solo ad offrire un passaggio all’aria dal mezzo esterno a quello interno, ma provvede anche ad esercitare sull’aria stessa tre azioni fondamentali:

  1. il riscaldamento;
  2. la cattura dei corpi estranei;
  3. la neutralizzazione dei microrganismi patogeni.

Ogni volta che per qualche ragione l’apparato respiratorio non riesce a compiere in modo ottimale queste azioni sull’aria introdotta, possono verificarsi infiammazioni acute o croniche, che necessitano che di un trattamento mirato ad eliminare gli agenti infettivi e ridurre la reazione infiammatoria da questi innescata. L’aria che infatti transita nell’apparato respiratorio ha spesso una temperatura diversa da quella corporea, contiene particelle estranee e germi potenzialmente infettivi. Tanto le infiammazioni delle alte quanto delle basse vie respiratorie sono curabili con la fitoterapia. In questo caso le piante medicinali sono chiamate a svolgere diverse azioni:

  • antibatterici —-> Timo, Pino, Eucalipto, Cipresso, Niaouly, Cajeput, Melaleuca;
  • antinfiammatori —-> Malva, Altea, Lichene islandico, Capelvenere, Issopo;
  • antipiretici —-> Salice, Spirea;
  • balsamici —-> Eucalipto, Niaouly, Pino, Cajeput, Cipresso, Menta;
  • astringenti ed analgesici —-> Agrimonia, Piantaggine;
  • espettoranti e fluidificanti —-> Marrubio, Issopo, Tiglio, Liquirizia, Malva, Altea;
  • antitussivi —-> Drosera, Grindelia, Tiglio, Elicriso, Piantaggine, Capelvenere, Lichene islandico;
  • immunostimolanti —-> Echinacea, Uncaria, Astragalo, Curcuma, Eleuterococco.

Nelle riniti occorrono piante in grado di fluidificare le secrezioni che, ristagnando nelle fosse nasali, tendono ad ostruirle, e piante che svolgano un’azione antinfiammatoria. Poco o nulla servono le piante dotate di un’azione antimicrobica in quanto il raffreddore ha un’origine prevalentemente virale e perciò è una malattia che tende comunque a guarigione spontanea. La Malva (Malva silvestris) e l’Altea (Althea officinalis) contengono delle mucillagini che, proteggendo come una pelliccola le mucose infiammate esplicano un’azione emolliente ed antinfiammatoria su tutto l’apparato respiratorio. Anche la Capelvenere (Adiantum capillus veneris) esplica un’azione antinfiammatoria.

Le sinusiti sono un processo infiammatorio dei seni paranasali dovuto ad infezioni virali, batteriche e fungine o reazioni allergiche. I sintomi più comuni sono il dolore generalmente localizzato al seno paranasale coinvolto, la secrezione nasale non di rado muco-purulenta, il mal di testa e la febbre. È intuitivo che le piante necessarie per il trattamento di tali affezioni dovranno esercitare accanto ad un’azione balsamica ed analgesica, un’azione soprattutto antibatterica ad esempio attraverso soluzioni inalatorie e suffumigi a base di Timo (Thymus vulgaris e Thymus serpyllum), Pino (Pinus sylvestris), Eucalipto (Eucalyptus globulus), Ginepro (Juniperus communis), Niaouly (Melaleuca leucadendron), ecc.

La faringite è l’infiammazione delle strutture dell’orofaringe. Nelle faringiti i sintomi più comuni sono il dolore alla deglutizione, la tosse stizzosa, la sensazione di secchezza delle fauci e a volte può essere associata la febbre. Le piante a cui faremo ricorso saranno caratterizzate dal possesso di un’azione astringente ed analgesica come l’Agrimonia (Agrimonia eupatoria) e la Piantaggine (Plantago major); inoltre sono indicati i gargarismi con azione antibatterica e antimicrobica come ad esempio esplica la Melaleuca (Melaleuca alternifolia).

Le tonsilliti hanno spesso un’origine batterica e per il loro trattamento necessitano soprattutto di piante in grado di esercitare un’azione battericida come ad esempio il Timo (Thymus vulgaris e Thymus serpyllum) e la Melaleuca (Melaleuca alternifolia). Particolarmente indicato può essere l’utilizzo della Propoli attraverso gargarismi e toccature in loco.

Le laringiti acute hanno un’origine virale o batterica con l’intervento di diversi fattori quali il fumo di tabacco, le inalazioni di vapori chimici, l’abuso della voce, le malattie debilitanti e i deficit immunologici. I sintomi più comuni sono l’alterazione e l’abbassamento della voce, la sensazione di secchezza delle fauci, la tosse secca e stizzosa a volte accompagnata con febbre; pertanto occorrono piante dal potere antinfiammatorio e battericida come il Timo (Thymus vulgaris e Thymus serpyllum), i Chiodi di garofano (Eugenia caryophyllata), l’Eucalipto (Eucalyptus globulus). In caso di infiammazione alle corde vocali, con conseguente abbassamento del tono della voce risulta particolarmente indicato l’Erisimo (Sisymbrium officinale), chiamato anche “erba dei cantanti ” sotto forma di estratto secco o in tisana.

Il sintomo che forse caratterizza maggiormente le tracheiti è la tosse, accompagnata da un dolore retrosternale, che aumenta con la tosse e la respirazione. Tutte le piante impiegate perciò insieme con un attività antinfiammatoria e antibatterica dovranno svolgere effetti balsamici e bechici (contro la tosse). Tra le più indicate ci sono la Polmonaria (Pulmonaria officinalis), l’Eucalipto (Eucalyptus globulus), il Tiglio (Tilia spp), il Pino (Pinus sylvestris), l’Altea (Althea officinalis) e il Papavero rosso (Papaver rhoeas) come calmante della tosse.

Diversi rimedi fitoterapici ad azione espettorante o antitussiva possono essere di aiuto in caso di bronchite, come ad esempio il Tiglio (Tilia spp), l’Altea (Althea officinalis), il Lichene islandico (Cetraria islandica) e il Marrubio (Marrubium vulgare).

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