apparato digerente

Apparato digerente e le erbe

Da molto tempo l’uomo riserva attenzione e cura a quel settore del suo organismo strettamente collegato ad uno dei bisogni fisiologici primari: la nutrizione e l’apparato digerente.

Oggi il fortissimo legame tra la componente materiale del cibo e la componente trascendente, psichica, ha aggiunto un nuovo significato a questo aspetto vitale. Non a caso l’apparato digerente è una delle prevalenti stazioni di espressione delle tensioni psichiche: spasmi, alterazioni della motilità intestinale, la stessa malattia ulcerativa, hanno costanti legami con la sfera emotiva e psicologica.

Questa stretta correlazione, oltre che di per sé motivo e occasione di “malattia”, ha sempre stimolato l’attenzione dell’erborista verso sostanze in grado di alleggerire il peso di eventuali disturbi del apparato digerente. Dai principi lassativi alle sostanze antispastiche, dagli epatoprotettori ai tonici della digestione, la fitoterapia anche in questo campo ha trovato o suggerito più di un rimedio. Orizzontarsi tra le numerose specie vegetali che tra le numerose specie vegetali che tradizionalmente vantano efficacia nella cura dei disturbi della digestione non è facile se non si ha confidenza con le diverse caratteristiche di composizione e attività.

La frequenza dei disturbi digestivi sono da attribuire alle errate abitudini dietetiche diffuse (alto consumo di carne, di grassi animali, scarsa incidenza di vegetali, frutta, fibre, ecc.), e sono  strettamente collegati a influenze della sfera psico-emotiva che vengono riunite sotto il termine di “stress”. Lo stomaco e la rimanente parte intestinale sono caratterizzati da una ricca innervazione di tipo vegetativo, autonomo. Questa autonomia funzionale è influenzabile da controlli più complessi, di tipo centrale, legati a esperienze e sensazioni più vicine alla sfera del pensiero. Nell’affrontare, ad esempio una gastrite, una sostanza utile non sarà solo quella caratterizzata da attività antiacida ma anche quella dotata di una equilibrata azione spasmolitica e sedativa (in quanto malattia caratterizzata da rilevante componente nervosa). Le problematiche dell’apparato digerente richiedono innanzitutto un adeguato e controllato apporto dietetico.

I sintomi più diffusi sono:

  • sensazione di pesantezza di stomaco;
  • bruciori, fitte;
  • crampi allo stomaco;
  • digestione lenta;
  • gonfiore;

Con il termine dispepsia si intende una alterazione delle secrezioni digestive, tuttavia questa definizione non chiarisce se sia correlata ad una riduzione o ad un aumento delle stesse. Nel caso infatti di sensazioni di “pesantezza”, di “gonfiore”, di lenta digestione la scelta sarà orientata verso una pianta ad azione tonico-digestiva, eupeptica, equilibrante cioè la secrezione acida e enzimatica carente. Al contrario in caso di “bruciori”, “fitte”, sensazioni di “acidità” la scelta cadrà su sostanze ad azione antiacida e antisecretoria. I vegetali ad azione stimolante il processo digestivo sono tuttora sfruttati anche a livello industriale nella preparazione dei liquori amari.

Proprio la presenza di sostanze amare unitamente ad altri composti come alcaloidi, mucillagini, olii essenziali determina e caratterizza l’azione benefica di queste sostanze.

Tra le specie più note a prevalente azione eupeptica si ricorda:

  • la Genziana (alta percentuale di glucosidi amari)
  • l’Assenzio romano (forte azione tonica);
  • l’Arancio amaro (sostanze amare e olii essenziali);
  • l’Angelica boemia (spasmolitica, procinetica)
  • la China (elevato contenuto di alcaloidi);
  •  il Cardamomo (stimolante le funzioni dello stomaco);
  • la Maggiorana (azione digestiva);
  • la Melissa (digestioni lente);
  •  la Papaya (Papaina: enzima proteolitico, digestivo);
  • il Rosmarino (svuotamento gastrico e motilità gastrointestinale);
  • il Timo Serpillo (digestioni lente);
  • Lo Zenzero (Gingerolo: procinetico naturale).

La diffusa presenza, in queste specie, di glicosidi amari, sembra essere il principale meccanismo di stimolo della secrezione peptica. Si ipotizza un intervento di queste sostanze sulla secrezione già agendo a livello gustativo (nervo vago come via finale comune). Inoltre la presenza di altri composti interagisce nel determinare l’azione specifica o generale. La presenza di particolari alcaloidi sarebbe responsabile della modificata risposta muscolare che si riflette in una carenza di secrezione, manifestando quindi un aumento del tono e della peristalsi. Al contrario nelle forme di dispepsia di tipo ipersecretivo dovranno essere utilizzate altre specie.

In tal caso, l’intervento dovrà essere soprattutto volto a tamponare l’iperacidità e a proteggere la mucosa. Inoltre la presenza di un aumentato tono del sistema nervoso vegetativo richiederà  un’equilibrata azione sedativa e antispastica dell’apparato digerente. Per compensare l’ipersecrezione (in parte legata ad un equilibrio mediata dal vago) potranno essere utili:

  • Salvia (rinforza le funzioni dello stomaco);
  • Camomilla romana (antispasmodico);
  • Menta (allenta il tono muscolare gastrico, allevia dolore e tensione);
  • Liquirizia (stimola la produzione di muco che protegge la mucosa gastrica);
  • Malva (attività proteggente e tonica);

La maggiore efficacia spetta alla Liquirizia che è in grado di sostenere il muco, il protettore fisiologico della mucosa gastrica. In diverso modo la Malva, grazie all’elevato contenuto di mucillagini, è in grado di proteggere la mucosa dell’apparato digerente. In tutti questi vegetali, i principi attivi sia di tipo vitaminico (Vit. A, B3 ad azione trofica sugli epiteli sia di tipo alcaloideo o mucillagineo) sono ottimamente in grado di migliorare la protezione della mucosa.

Questo è tanto più valido e significativo specie nel trattamento delle problematiche gastrointestinali, in cui le recenti ricerche sottolineano l’importanza nello scatenarsi della problematica non tanto della alterata secrezione acida ma soprattutto della diminuita difesa della mucosa.

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