argilla

L’Argilla e le sue proprietà

L’utilizzo dell’argilla come insieme di sostanze salutistiche per il benessere risale molto probabilmente agli inizi della storia umana.

Gli uomini, così come hanno fatto anche per l’uso delle piante, hanno probabilmente seguito l’esempio degli animali. Infatti gli animali cercano il fango argilloso quale rimedio per cicatrizzare ferite e come uso interno per reintegrare i livelli di sodio. Il consumo alimentare di terreno ricco di argilla (geofagìa) da parte degli animali che vivono allo stato libero potrebbe essere correlato anche ad altri effetti benefici:

  • contrasto degli attacchi diarroici;
  • buona fonte di minerali;
  • contrasto dell’acidità gastrica.

Dopo la scoperta dell’America, ci si accorse come gli Indiani d’America abbinassero il consumo di argilla con quello delle patate selvatiche, notoriamente ricche di un alcaloide, la solanina nelle loro parti verdi. La solanina provoca problemi gastrointestinali, polso debole, mancanza di coordinamento e convulsioni. Proprio per evitare gli effetti collaterali della solanina, veniva assunta contemporaneamente anche argilla, con lo scopo di sequestrare gli alcaloidi riducendo così la tossicità sistemica.

L’argilla viene definita una roccia sedimentaria elastica costituita da minutissimi granuli di dimensione inferiore ai 0,002 mm. Le argille sono rocce sedimentarie che, sottoforma di frammenti praticamente impalpabili, si sono depositate, sedimentate appunto sul fondo di bacini marini, lacustri, fluviali oppure anche in ambiente subaereo. Le argille sono caratteristiche, oltre che delle zone alluvionali in cui di solito si trovano alternate a strati di sabbia, di zone deltizie e di estuario e più in generale di depositi costieri.

Esistono:

  • argille di colore bianco;
  • argille di colore rosso;
  • argille di colore verde;
  • argille di colore giallo.

Il colore dipende dalla presenza di ferro e dal suo stato chimico. Se all’interno del silicato che costituisce la struttura dell’argilla, il ferro è presente in forma bivalente, le argille si presentano di colore verde. Se invece è presente come ferro trivalente si presentano di colore rosso. Le argille bianche, come certi caolini, non contengono ferro, o se lo contengono, esso è molto scarso e non riesce a colorare quella data argilla.

Le argille hanno accompagnato da sempre la vita dell’uomo e lo sviluppo delle varie civiltà. L’uso salutistico e cosmetico delle argille, per quanto noto e documentato sin dall’antichità, solo all’inizio del XX secolo cominciò a essere apprezzato e studiato mediante un approcio scientifico. Attraverso ricerche sistematiche si poté dimostrare che le argille possedevano proprietà batteriostatiche essendo in grado di assorbire tossine, quindi comportarsi anche come agenti sterilizzanti e detergenti. Sciogliere un cucchiaio di argilla verde per ogni litro di acqua è pertanto indicato per lavare frutta e verdura allo scopo di eliminare residui di pesticidi e di altre sostanze pericolose.

USO ESTERNO

L’argilla usata come agente dermo-protettore può essere usata sotto forma di:

  1. Polvere;
  2. Impacco o fasciatura;
  3. Gargarismi;
  4. Bagni.

La polvere di argilla, mediante trattamento a secco si usa efficacemente contro:

  • il sudore delle ascelle, delle mani e dei piedi;
  • le piaghe provocate dal sudore;
  • il prurito;
  • le impurità della pelle;
  • la cute umida.

Per fare un impacco di argilla si prepara un impasto aggiungendo alla polvere di argilla dell’acqua fredda; solo in alcuni casi (malattie del fegato, dei reni, della bile), acqua calda o tiepida. Utilizzare per la preparazione recipienti e utensili di legno o ceramica. Una volta ottenuta una poltiglia densa ma facilmente malleabile stenderne per lo spessore di un dito su una benda o direttamente sulla pelle integra. Per le fasciature utilizzare delle bende di seta, lino o cotone e comunque non di materiale impermeabilizzato, perchè queste impediscono l’evaporazione non permettendo il passaggio dell’aria. In generale l’impacco deve restare applicato per 2-3 ore o comunque va tolto prima che si secchi o si screpoli, ossia quando l’argilla comincia a sbriciolarsi. Tolto l’impacco, la poltiglia viene rimossa sciacquando la parte malata con un po’ di acqua. Ottimo in caso di:

  • infiammazione della pelle;
  • dolori articolari e muscolari;
  • versamenti articolari.

Maschera facciale: in caso di impurità della pelle, foruncoli e punti neri si spalma sul viso la poltiglia di argilla (ottenuta miscelando la polvere di argilla con acqua o infusi freddi di piante quali Camomilla, Malva, Calendula). Questa maschera si lascia applicata da 30 a 60 minuti, lasciandola asciugare dal calore dell’ambiente, o meglio ancora dai raggi solari. Tolta questa maschera con acqua tiepida, si consiglia di massaggiare la pelle del viso con un po’ di olio di Argan o olio di Jojoba.

In caso di infiammazioni delle tonsille, malattie della bocca, della gola e del cavo orale, si consigliano dei gargarismi con acqua di argilla (per prepararla sciogliere un cucchiaino di argilla in un bicchiere di acqua). Infatti gargarismi e sciacqui con l’argilla tolgono infiammazioni, eliminano il muco e puliscono il cavo orale. In caso di mal di denti si prepari una pallina con argilla e un po’ di acqua e la si ponga sulla parte dolorante per almeno un’ora.

Per fare i bagni con l’argilla aggiungere 500 g di polvere di argilla all’acqua del bagno. Dopo il bagno il corpo non deve essere risciacquato, in modo che l’argilla possa essere assorbita ed espletare le sue proprietà. Per defaticare mani e piedi doloranti e infiammati, seguendo lo stesso procedimento si possono fare pediluvi e maniluvi.

I contenuti presenti su questo sito non vanno intesi come sostitutivi del parere del medico. I prodotti presentati nel sito non sono medicinali ma rimedi tradizionali che contribuiscono al mantenimento del benessere psicofisico.

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